Risparmio Energetico - Gruppo Edoardo Caltagirone

Col risparmio energetico vivi più sereno

Col risparmio energetico vivi più sereno

Il 31% del fabbisogno nazionale di energia elettrica e il 44% di energia termica (combustibili) vengono utilizzati in ambito residenziale, in uffici e aree commerciali. Buona parte di queste fonti energetiche sono destinate alla climatizzazione dei locali (riscaldamento invernale e raffrescamento estivo). Altra voce importante è quella degli elettrodomestici e degli apparati elettrici ed elettronici come tv radio, computer ecc.
L’illuminazione rappresenta una piccola quota, pari a circa il 2%, equivalente però al 15% dei costi dell’energia elettrica mediamente consumata in interni civili .

Quindi, rispetto al totale di energia finale consumato in casa, soltanto il 2% serve all’illuminazione, il 5% a cucinare e per gli elettrodomestici, il 15% per il rifornimento di acqua calda e il 78% per il riscaldamento.  In presenza poi di un impianto di raffrescamento/condizionamento estivo si deve aggiungere un buon 25% in più di consumi energetici.

Attualmente in Italia il fabbisogno energetico negli edifici è quantificabile mediamente in 200 kWh/m²/anno e dal momento che come già detto, buona parte di questa energia è termica (riscaldamento locali e acqua calda) significa che  viene persa attraverso dispersioni termiche verso l’ambiente.

Per capire la situazione italiana basta confrontare i consumi energetici degli edifici in Italia, Svezia e Germania. In Svezia lo standard per l’isolamento termico degli edifici non autorizza perdite di calore superiori a 60 kWh al metro quadro all’anno. In Germania le perdite sono mediamente di 150 kWh al metro quadro all’anno. In Italia si raggiungono punte di 500 kWh/m2/anno. Se il nostro paese si allineasse agli standard svedesi il riscaldamento degli ambienti scenderebbe dal 30 al 7% degli attuali consumi energetici. Se ci limitassimo ai  livelli tedeschi si ridurrebbe a circa il 14%. Da notare che la Germania e ancor più la Svezia sono molto più a nord, con temperature invernali più basse e consumi più elevati e, quindi, le stime del 7% e del 14 % sarebbero più basse.

Isolamento termico e impianti termici

e non si ha la possibilità di adottare una costruzione realizzata in bioedilizia, si possono comunque adottare molti accorgimenti per migliorare l’efficienza degli  impianti termici, meglio se in occasione di ristrutturazioni, ma non  necessariamente.

Il primo controllo da effettuare è quello dell’isolamento termico dell’abitazione, vale a dire ricorrendo a materiali e a tecniche specifiche, che incrementano la coibenza, rendono minime le infiltrazioni d’aria e proteggono dall’umidità. Esistono delle zone in cui è più necessario tale verifica: le pareti, i solai, il tetto, i pavimenti, il seminterrato, il vespaio aerato. I materiali isolanti hanno diverse forme (listelli, rotoli, ecc.) in quanto sono destinati a riempire vuoti ed a coprire superfici per aumentarne la resistenza alla trasmissione termica. Questa proprietà si misura in R seguito da un valore numerico: alti valori di R sono indice di un buon isolamento termico. Le sostanze isolanti più diffuse sono:

la fibra di vetro, prodotta con sabbia e vetro riciclato;
la lana di roccia, formata da roccia basaltica e da materiale riciclato proveniente dalle acciaierie;
i pannelli di cellulosa costituiti da carta di  giornale riciclata, additivata con sostanze ignifughe;
polimeri a basso peso molecolare come il poliisocianurato, il polietilene estruso (XPS), il polietilene espanso (EPS) e simili.
La zona dell’abitazione che consente un notevole isolamento termico è ovviamente il tetto. Per verificare la sua adeguatezza è sufficiente misurare lo spessore di materiale isolante: un valore di R < 22, (che equivale a 17,78 cm di fibra di vetro, 17,78 cm di lana di roccia oppure a 15,32 cm di cellulosa) indica la necessità di operare delle aggiunte di materiale coibentante. I valori ottimali vanno da R22 a R49, in base alla regione in cui è ubicata la casa. Se dopo aver raggiunto questi  valori per la copertura dell’edificio, sussistono ancora problemi di caldo o di freddo eccessivo, è opportuno procedere all’isolamento delle pareti esterne. In questo caso per una buona coibenza sono consigliati valori di R da 11 fino a 28 .

Nelle abitazioni la media di spesa per l’energia elettrica è di circa 650 € , con un consumo medio di 3.500 kWh.

Sempre più attenzione viene posta oggi al risparmio energetico, sia a livello individuale che collettivo.
A tal fine il mercato offre una vasta gamma di prodotti tecnicamente molto avanzati rispetto a qualche anno fa, che permettono di economizzare energia.

Per orientarsi tra la miriade di prodotti e marchi di fabbrica abbiamo la possibilità di valutare le caratteristiche energetiche ed ecologiche dei prodotti attraverso le etichette energetiche e i marchi di qualità.

Questi rappresentano delle “istruzioni per l’acquisto intelligente”, però non sempre sono intuitivi e quindi sarebbe opportuno studiarne la composizione delle informazioni.

Elettrodomestici e dispositivi elettrici

Nelle abitazioni la media di spesa per l’energia elettrica è di circa 650 € , con un consumo medio di 3.500 kWh.

Sempre più attenzione viene posta oggi al risparmio energetico, sia a livello individuale che collettivo.
A tal fine il mercato offre una vasta gamma di prodotti tecnicamente molto avanzati rispetto a qualche anno fa, che permettono di economizzare energia.

Per orientarsi tra la miriade di prodotti e marchi di fabbrica abbiamo la possibilità di valutare le caratteristiche energetiche ed ecologiche dei prodotti attraverso le etichette energetiche e i marchi di qualità.

Questi rappresentano delle “istruzioni per l’acquisto intelligente”, però non sempre sono intuitivi e quindi sarebbe opportuno studiarne la composizione delle informazioni.

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fbazzero_74zlq368

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